Wormholes
Progetto
scena
quantica
Da
Wormholes
Percorsi
poetici
in video
Ambientazioni
sonore
Verso
i Wormholes:
fisica dei quanti
e buchi neri
Dicono
di noi
WORMHOLES
Fotogrammi di una mutazione in corso
Comunicazioni e racconti di passaggi attraverso
la quarta dimensione dello spazio/tempo.

DICONO DI NOI
Scienza
e Conoscenza - Luglio 2006 n.17
Nuove Scienze e Antica Saggezza per Svelare i Misteri
della Vita
www.scienzaeconoscenza.it
Arte e quantistica
A cura di Nityama Masetti
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Immagine video di Giorgio Longo. |
Gli WORMHOLES danno spettacolo
Una sera, un invito a teatro: suggestioni di un multiverso
quotidiano
dove le diverse istantanee temporali intrecciano la storia di una donna
a altre storie di mondi paralleli, sempre presenti.
La danza che apre lo spettacolo è asciutta, ritmica e armonica,
e la danzatrice, seminuda, è coperta di… superstringhe.
Nel frattempo su uno schermo-parete, parallelo e sfalsato a una seconda parete,
passano delle immagini iperspaziali. In quello sfalsamento si apre, a prima
vista
invisibile, (come quello dei wormholes) il passaggio di entrata e uscita degli
attori.
La prima impressione è: è Chang tzu che sogna di essere farfalla
o la farfalla
che sogna di essere Chang tzu? Chi può dirlo?
Che sia la direzione scientifica di Maria Rita Comerio, che vede il Tao
anche nel tè della prima mattina a darmi questa suggestione? O questo
senso
di quarta dimensione (e altre dimensioni) verso cui lo spettacolo tenta il
pubblico?
La Trama
Attraverso una macchina fantascientifica, la Contact Machine,
la protagonista,
una donna segnata dal disagio mentale (e chi non lo è?), ci porta in
viaggio
sulle ‘vie del tarlo’, i wormholes, oltre il tempo e lo spazio,
dove tutto ciò che
ha rimosso prende corpo: gli incubi, le delusioni, le memorie dolorose.
Entra in contatto con il passato, con le voci interiori - altri personaggi
–
e riconosce in sé altre alternative di vita. Sfilano incontri ed evocazioni
significative per la sua trasformazione: la madre fuggita, l’eroe nicaraguense
Sandino, una prostituta dell’Est, Ofelia e la supposta pazzia di Amleto.
Storie di ieri e di oggi, che si intrecciano, parallele e anche alternative,
salti quantici che illuminano momenti del quotidiano vivere nel mondo,
come le fughe dall’Europa orientale verso un Occidente senza speranza,
o il sogno del generale Sandino, guerriero e sensitivo, in un Nicaragua
devastato dalle multinazionali.
La comunicazione del DNA
Secondo una delle recenti scoperte di alcuni scienziati
russi, il DNA in vivo produce
delle onde di disturbo nel ‘ vuoto ‘, generando i ‘ wormholes’
o buchi di verme
(microscopici campi magnetizzati che si trovano sui bordi dei campi dei Buchi
Neri)
ovvero dei tunnel spazio-temporali ( ponti di Einstein-Rosen) che di fatto
sono punti di connessione fra varie aree totalmente differenti dell’Universo
(e del cervello ), attraverso i quali qualsiasi informazione può essere
trasmessa
e/o ricevuta istantaneamente, al di là dello spazio-tempo.
Alcuni ricercatori hanno chiamato questo fenomeno ipercomunicazione,
attribuendolo per esempio al linguaggio non verbale di alcuni insetti (vedi
DNA).
Lo spettacolo teatrale Wormholes ha tentato questa ipercomunicazione con il
DNA
del pubblico, in questo Vasto Sistema di Intelligenza Viva e Attiva (Valis)?
Per saperne di più:
(Neuroni-Specchio – la neuroscienziata Mirella
Dapretto
dell’Università di Los Angeles ha scoperto che i neuroni specchio
sono quelli
che ci permettono di compartecipare alle emozioni altrui.
Questi neuroni, distribuiti in varie zone del cervello, si attivano sia quando
proviamo un’emozione o compiamo un’azione sia quando vediamo un
altro provare
la stessa emozione o compiere la stessa azione.
L’attivazione avviene nelle stesse aree di chi prova l’esperienza
in prima persona
e sono i neuroni che ci consentono di metterci nei panni dell’altro.
Neuroplasticità è il concetto in base al quale, come viene esposto
nel testo
“Il Cervello Plastico“ del neurofisiologo J. Robertson il cervello
trasforma
le sue capacità di interconnessione e reinterpretazione del reale attraverso
la formazione di nuovi collegamenti tra i neuroni, nuove sinapsi.
Gli studi eseguiti con la risonanza magnetica mostrano che le varie zone
del cervello possono aumentare la rete delle loro interconnessioni.
Questo processo sembra essere valido per ogni sforzo di riprogrammazione
dell’attenzione e delle capacità cognitive ad esso collegate.
L’esperienza, soprattutto quella percettiva, modella il cervello e noi
stessi
possiamo così ‘ intervenire ‘ per plasmare con la mente
la nostra mente.
L’io infatti sembra avere sede nelle vibranti ragnatele formate dalle
connessioni
delle cellule cerebrali, una rete continuamente riplasmata dagli stimoli che
ci provengono dall’ambiente esterno, paradossalmente anche quelle provenienti
dall’assistere ad uno spettacolo, se questo ci coinvolge a tal punto
che possiamo
riconoscerci e rispecchiarci come se fosse una nostra stessa esperienza.)
L’ha fatto, volutamente, seppure tentennando in
quelle strade dell’arte
che utilizza un soggetto difficile, o meglio, nuovo. Dice il fisico Jak Sarfatti
in un articolo su DNA magazine (www.dnamagaxine.it):
‘Analizzando l’Universo in maniera grezza (affidandoci solo alla
fisica classica,
N.d.R. ), non riusciamo a vedere i tubi o i wormholes traversabili che collegano
le diverse istantanee temporali su scala sottile. Intendo dire che l’imboccatura
di un tunnel spaziale larga qualche chilometro é zero, in una scala
anche di pochi
anni luce. Così il Valis, o campo di energia senziente post-quantica,
sta guidando
l’attuale istantanea grezza (il presente N.d.R.) che stiamo vivendo
come
il nostro Universo in espansione, almeno finché la retro-azione provocata
da questa geometria della materia in evoluzione non la modificherà’.
Lo spettacolo
Lo spettacolo Wormholes: fotogramma di una mutazione in
corso è liberamente
tratto dal romanzo Contact di Carl Sagan, (vedi inoltre il film con Jodie
Foster),
ed è stato scritto da Cristina Bonfanti per Eutopie Theatra, centro
di sperimentazione impegnato da anni nella divulgazione scientifica attraverso
l’espressione artistica.
Eutopie - 02.26822995 – info@eutopie.it
La storia della farfalla
Per chi non conosce la storia di Chang tzu, eccola : ‘Una
notte il maestro
del Tao Chang tzu sogna di essere una farfalla che vola di fiore in fiore.
Al risveglio, però, è frastornato, non sa più, se è
Chang tzu che ha sognato
di essere una farfalla o se è la farfalla che ha sognato di essere
Chang tzu.
il Giornale
ANNO XXXIII / NUMERO 99 GIOVEDI’ 27 APRILE 2006
IN SCENA AL TEATRO LIBERO
Wormholes, la realtà supera la fantasia
Viviana Persiani
Una galleria intergalattica che consente di oltrepassare le barriere
spazio-temporali per raggiungere i numerosi livelli di iperconscio;
questo è Wormholes, ovvero il passaggio, attraverso
il buco nero,
dall’esperienza materiale a quella sensoriale ed extrasensoriale,
operazione che il pubblico del Teatro Libero è
invitato a compiere.
Qual è il significato dello spettacolo?
“ È una sorta di cerimoniale – risponde Cristina
Bonfanti – un evento collettivo,
assistendo al quale il pubblico viene coinvolto in esperienze multimediali.
Quattro attrici scandiscono parole rispettando un ritmo ben preciso,
come fosse un rap in versetti, attraverso il quale si raccontano vicende
e fatti apparentemente diversi e lontani”.
Cos’è esattamente Wormholes?
“È un fantasy che prende spunto da un espediente narrativo del
romanzo
Contact dell’astrofisico Carl Sagan. Lo si può
definire come una suggestiva
cerimonia di passaggio e trasformazione che coinvolge intensamente il pubblico”.
Può sembrare coraggioso portare in scena la fantascienza.
“A mio parere, questa è, in realtà, psicoscienza, nel
senso che la protagonista
deve accettare la sua doppiezza; con l’ausilio di questa macchina,
ha sì la possibilità di dar corpo a fantasmi del passato ma
anche di un futuro
ricco di sogni, di speranza, di storie latenti che non è stata in grado
di raccontare
a se stessa”.
la Repubblica
TUTTO MILANO
La città in tasca
Giovedì 13 aprile 2006
Wormholes
Fotogrammi di una mutazione in corso di Cristina Bonfanti.
Uno spettacolo multimediale che ammicca alla scienza e la trasforma
in pretesto per un’avventura dei sensi e della fantasia.
Ispirato al romanzo dell’0astrofisico Carl Sagan, Contact, Wormholes
gioca con i salti di tempo e spazio, con gli scherzi della memoria
e della percezione. In scena quattro attrici e una danzatrice
che dialogano con composita tessitura video.
Teatro Libero, via Savona 10, dal 26 al 28 aprile.
Ingresso 15 euro. Info 02.8323126
www.fusiorari.org
Teatro Libero – Wormholes
Wormholes
Testo e ideazione: Cristina Bonfanti
Regia: Lucio Morelli
Coreografia e danza: Marcella Fanzaga
Immagini: Giorgio Longo
Interpreti: Marirosa Celsa, Francesca Martire, Alessia Angelillo, Giuseppina
Turra
Contributo musicale: SSIM-EL
Allestimento scenico: Daniele Filippini
Disegno luci: Luca Lombardi
Consulenza scientifica: Maria Rita Comerio
Segreteria organizzativa: Filomena Abate
Produzione: EutopieTheatra
Al Teatro Libero di Milano, dal 26 al 28 aprile
Massimo Barison
MILANO – Cadono le barriere. Il tempo cessa di scorrere in maniera lineare.
I luoghi e le epoche si sovrappongono. Gli individui perdono ogni certezza
e si ritrovano a scommettere su ciò che sono e su ciò che saranno.
Non è il sogno di un visionario, o almeno non solo. E’ la trama
-se così si può
chiamare- dello spettacolo intitolato Wormholes, ideato e messo in scena
al teatro Libero di Milano da Cristina Bonfanti (del gruppo Eutopie) per la
regia
di Lucio Morelli e con le voci e i corpi di Marirosa Celsa, Francesca Martire,
Alessia Angelillo (del gruppo Teatri Possibili ESPerimenti) e la partecipazione
di Giuseppina Turra. L’opera attinge all’idea che sta alla base
del romanzo
Contact di Carl Sagan, astrofisico. Una tale ascendenza scientificamente
molto rigorosa offre la cifra che contraddistingue lo spettacolo: costantemente
in bilico tra i mondi e gli interessi, il rigore delle nozioni di fisica quantistica
che sorreggono la trama è testimoniato dalla presenza di un vero e
proprio
consulente scientifico come Maria Rita Comerio.
Ma è proprio nel mescolare questa precisione con la vaghezza dei labirinti
della mente umana che lo spettacolo svela la propria natura di ibrido: ibrido
di danza e musiche, di parole e immagini, di spazio e tempo.
Lo spettatore attraversa insieme alla protagonista, una donna segnata
dal disagio mentale, i wormholes del titolo, le vie del tarlo. Questi sono
i cunicoli
che attraversano l’individuo come l’universo intero, mettendo
in comunicazione
gli uni con l’altro. In essi ciò che da sempre è stato
rimosso acquista vigore,
e sono gli incubi, le delusioni, i ricordi più tragici a popolarli.
Dunque la rappresentazione si propone come un viaggio iniziatici che chiede
al pubblico di mettersi in gioco nella esercitazione di se stessi e delle
proprie
identità. Il gruppo variegato che si mette più o meno metaforicamente
in viaggio,
composto dal pubblico e dalla protagonista –Bianca- incontra una serie
di personaggi altrettanto bizzarra e apparentemente incongruente: fanno capolino,
con maggiore o minore frequenza nel corso della piece, figure come Cesar Augusto
Sandino, una prostituta dell’est, Ofelia e Amleto con la sua lucida
follia.
Insieme alla madre della protagonista.
L’immagine simbolo dell’intera opera è costituita dalla
perla: gli spettatori
non lo sanno, ma sarà proprio essa a unirli tra loro e con i personaggi
alla fine
dello spettacolo. Una perla che è simbolo del tentativo dell’ostrica
di schiacciare
il parassita interiore che l’ha creata. Uno splendido involucro che
nasconde
sofferenza. Che cela la propria identità, rinnegandola, nonostante
la sua evidente
lucentezza. Ma così come mescola le forme di comunicazione e gli stimoli
utilizzati,
addentrandosi nei labirinti dell’interiorità psichica, lo spettacolo
sa anche farsi
portatore di messaggi fortemente sociali, e fortemente definiti: proprio
nella presentazione di alcuni personaggi, è possibile avvicinarsi al
racconto
di piccoli e grandi drammi che caratterizzano la nostra storia presente e
passata.
Dal dramma dell’avvelenamento di massa perpetrato in Nicaragua all’odissea
senza fine delle migliaia di donne dell’est vendute e scambiate come
merce lungo
le strade di ogni città d’Occidente. Senza dimenticare il racconto,
estremamente
toccante, del travaglio e della fatica dovute a ogni forma di malattia mentale.
Ad accompagnare i personaggi, i suoni, e le immagini che scorrono sullo schermo
che fa da sfondo alla scena, e a coinvolgere il pubblico intervengono le coreografie
di Marcella Fanzaga, mentre Giorgio Longo si preoccupa di fornire una efficace
bidimensionalità a concetti che attraversano come un lampo il testo
e ne costituiscono parte del significato: si tratta di fotografie e di immagini
in movimento che hanno l’obiettivo , dice lo stesso Longo, di “creare
nello
spettatore” quegli “stati d’animo” che costituiscono
“un’unica sinestesia globale
del nostro vissuto”. A integrarsi con la frammentarietà delle
immagini intervengono
i suoni realizzati da ssim-el, costituiti dalla “sonorizzazione di paesaggi
elettromagnetici”.
Come si vede, un progetto ambizioso. Che inevitabilmente incappa
in qualche ambiguità di troppo, frutto soprattutto di un testo molto
complesso
e di una altrettanto complessa integrazione dei canali comunicativi.
È in momenti come questi che il ritmo dell’opera rimane in sospeso,
disorientando
lo spettatore che ha accettato di farsi prendere per mano, e disorientandolo
forse
oltre le ambizioni degli autori stessi. Quando invece il sovrapporsi dei diversi
livelli
di narrazione ha luogo in maniera efficace, sul palco si dispiega il potere
delle storie
e del loro raccontarsi, e in quel momento sembra quasi che le barriere cadano
davvero. Tra lo spazio e il tempo, ma anche tra gli artisti e il pubblico.
Teatro Libero
via Savona, 10
20144 - MILANO
tel. 02.8323126 - SMS 335.5322747
direzione@teatrolibero.it
www.puntoelinea.it
WORMHOLES - Fotogrammi di una mutazione in corso
Percorsi paralleli di vita, interminabili cunicoli che tarli invisibili scavano
al di là della nostra coscienza sensibile...
La meccanica quantistica c'insegna che ad ogni azione ne corrispondono
altre alternative ad essa, in una sfera raggiungibile attraversando la quarta
dimensione spazio-temporale.
I "passaggi" non danno necessariamente luogo a mostri dell'iperspazio
o a remote visioni galattiche, sono mutazioni che convergono nell'affermazione
di un'umanità possibile e reale... Storie di ieri e di oggi, dove vengono
focalizzate
i drammi e i miti della quotidianità, come fughe dall'Europa orientale
verso
un Occidente avulso dalla speranza, o il sogno impossibile del generale Sandino
in un Nicaragua devastato dalle multinazionali. Il tutto, attraverso l'utilizzo
della Contact Machine, proposta “ anche “ dall'installazione di
Daniela Miotto
Trasformazione presente nel foyer del teatro, quale ponte verso la quinta
dimensione legata all'ancestrale presenza della dea Maat - o forse Toth,
divinità egizia che in unione a Hermes diede luogo a Hermes Trismegistus,
Hermes "tre volte grande", capostipite appunto dell'alchimia.
Il testo di Cristina Bonfanti è accattivante, esoterismo e fisica del
Novecento
si fondono con la storia tangibile dei nostri giorni, i percorsi infiniti
del destino
- l'akasa, il papiro celeste dove tutto è scritto, caro a Madame Blavatskij
-
dimostrano che un'ucronia può rappresentare lo sviluppo già
avvenuto
in un'altra realtà. E tuttavia...
(Claudio Elli)
EUTOPIETHEATRA / Teatri Possibili ESPerimenti presentano:
Wormholes - Fotogrammi di una mutazione in corso di Cristina Bonfanti
Regia di Lucio Morelli
Con Alessia Angelillo, Marirosa Celsa, Francesca Martire, Giuseppina Turra,
Marcella Fanzaga
Video: Giorgio Longo
Milano, Teatro Libero, via Savona 10
Dal 26 al 28 aprile 2006
| WORMHOLES Fotogrammi di una mutazione in corso IDEAZIONE E TESTO: Cristina Bonfanti REGIA: Lucio Morelli DANZA E COREOGRAFIA: Marcella Fanzaga IMMAGINI GUIDA: materializzazioni inVideo di Giorgio Longo VOCI GUIDA: Alessia Angelillo, Marirosa Celsa, Francesca Martire (Teatri Possibili ESPerimenti) CON LA PARTECIPAZIONE DI Giuseppina Turra CONTRIBUTO MUSICALE DI SSIM-EL ALLESTIMENTO SCENICO: Daniele Filippini DISEGNO LUCI: Luca Lombardi CONSULENZA SCIENTIFICA: Maria Rita Comerio SEGRETERIA ORGANIZZATIVA: Filomena Abate PRODUZIONE: EutopieTheatra |
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Contact
Machine |
I
buchi neri
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| PROGETTO
SCENA QUANTICA Il vero sostegno dell’Universo sarebbe il Campo di Punto Zero, un oceano di vibrazioni quantiche presenti nello spazio vuoto esistente fra le cose. La percezione umana come funzione cognitiva accadrebbe grazie all’interazione fra le particelle subatomiche dei nostri cervelli e questo mare di energia quantistica. Scena Quantica è un progetto in divenire teso ad accogliere e proporre eventi di vario linguaggio - dal video, all’installazione, alla performance in tutte le sue possibili declinazioni - che possano esplorare nuovi livelli di percezione della realtà, con rigore ma altrettanta apertura alle libere associazioni di idee tra immaginario scientifico ed espressione artistica. La fisica dei quanti sta cominciando ad influenzare un nuovo modello del corpo, del cosmo e del corpo/cosmo. E giunge ora a mettersi in scena. Wormholes segna una delle nuove esperienze nel campo. É la sfida di un nuovo modello di percezione. L’azione performativa in Wormholes ritorna alle sue radici iniziatiche: è l’iniziarsi al corpo. Il corpo dell’attore sulla scena e il corpo dello spettatore in platea si influenzano a vicenda, corpi agenti ed interagenti; le distanze tra scena e platea si azzerano e lo spazio performativo non è solo davanti a noi perchè - come afferma Merleau Ponty – lo spazio è intorno a noi, ed è attraversato da “cavi invisibili di comunicazione”. Azione, iniziazione: cerimonia. Wormholes è una trasformazione in atto. É un evento collettivo che è anche esperienza personale e che per essere compresa deve essere inclusa nel corpo. Una esperienza di comprensione che è dilatazione, arricchimento, evoluzione delle proprie capacità percettive oltre le etichette dei codici culturali. In questa esperienza la parola tenta di farsi segno, parola della materia. Come nella sua etimologia sanscrita il segno è dire, e il dire del corpo è per sua natura ritmico, non tanto poetico quanto ritmico come il battere del piede nella danza, come il battere del cuore nell’organizzazione del ritmo vitale del corpo. Questo ritmo fa da ponte fra cervello destro e cervello sinistro, tra la parola e l’emozione, tra il concetto e il suo immaginario, e il dire del corpo si intreccia con l’immagine che ritorna alla sua origine di mimesis - imitare, influenzare, riflettere, specchiarsi. |
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Scena Quantica
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| DA
WORMHOLES |
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“Io cado, Blanca, cado” |
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| PERCORSI
POETICI IN VIDEO |
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AMBIENTAZIONI
SONORE Le musiche di Wormholes derivano dalla sonorizzazione di paesaggi elettromagnetici, ottenuti registrando l'uscita di una radio AM in differenti momenti del giorno, su diverse frequenze. Le registrazioni sono poi state manipolate in modo da evidenziare la loro intrinseca musicalità, senza alterarne la sorgente con materiali aggiuntivi od operazioni di "cut&paste". Radiofari, emissioni elettromagnetiche di apparecchiature elettriche, codici di comunicazione o segnali di frequenza occupata sono alcune delle sorgenti utilizzate, offerte all'attenzione degli ascoltatori come "canti" nascosti di macchine, che si sviluppano a differenti velocità rispetto alle nostre "umane", che ci toccano e circondano, attraverso cui ci muoviamo senza renderci conto della loro presenza invisibile. ssim-el |
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VERSO
I WORMHOLES: |
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La fisica quantistica
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Maria Rita Comerio |
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